Alonso avrebbe dovuto vincere più titoli di Hamilton e Schumacher, parla Briatore.
Fernando Alonso compirà 45 anni il prossimo 29 luglio. Lo spagnolo da sempre considerato uno dei grandi della Formula 1, ma a causa delle scelte prese nel corso della sua carriera, nel suo palmares compaiono solamente i titoli ottenuti in Renault nel 2005 e nel 2006.
Nella massima categoria del motorsport è quasi sempre riuscito a batter. Fernando Alonso compirà 45 anni il prossimo 29 luglio. L'asturiano è da sempre considerato uno dei grandi della Formula 1, ma a causa delle scelte fatte durante la sua carriera, nel suo palmarès figurano solo i titoli mondiali ottenuti con la Renault nel 2005 e nel 2006.
Nella massima categoria del motorsport è quasi sempre riuscito a battere il proprio compagno di squadra. Dopo la deludente esperienza in McLaren, ha inseguito il sogno della Triple Crown cercando di ottenere le vittorie che gli mancavano per raggiungerla. Ha vinto all'esordio (17 giugno 2018) la 24h di Le Mans sulla Toyota TS050 Hybrid, successo che ha poi replicato l'anno successivo conquistando anche il titolo piloti di categoria nel WEC.
Purtroppo, l'esperienza nella 500 miglia di Indianapolis non è stata altrettanto positiva. Alonso conta tre partecipazioni, di cui solo due partenze effettive. L'edizione 2017 fu quella in cui si avvicinò maggiormente alla vittoria, guidando una McLaren Honda gestita dal team Andretti Autosport. Partì quinto e si ritrovò in testa in due occasioni, tra cui il 131° giro. Tuttavia, il ritiro avvenuto a 21 giri dal termine pose fine a ogni speranza di successo.
Lo spagnolo ha dimostrato il proprio valore in ogni categoria in cui ha gareggiato, vantando anche esperienze alla 24 Ore di Daytona, gara vinta con la Cadillac nel 2019, e nel Rally Dakar.
Ripensando al suo percorso e alla competitività che sta dimostrando attualmente in F1 a 44 anni, il suo ex manager Flavio Briatore, in un'intervista rilasciata al programma 'Bravo' di DAZN, ha dichiarato: "Alonso è sempre riuscito a fare la differenza nella squadra per cui ha guidato. Avrebbe dovuto vincere sei o otto Campionati del Mondo".
Una dichiarazione significativa: vincere quei titoli gli avrebbe permesso di superare Hamilton e Schumacher. Le scelte di passare in Ferrari nel 2010 e di unirsi alla McLaren nel 2015 hanno limitato le sue possibilità. Ora, a 44 anni, se la vettura realizzata da Adrian Newey dovesse risultare competitiva, potrebbe avere una grande opportunità: non solo quella di vincere il mondiale, ma anche di confermare al mondo di essere sempre stato il grande pilota che molti hanno sempre immaginato.
e il suo compagno di squadra. Dopo la deludente esperienza in McLaren aveva inseguito il sogno della Triple Crown cercando di ottenere le vittorie che gli mancavano per ottenerla. Vince all’esordio (17 giugno 2018) la 24h di Le Mans sulla Toyota TS050 Hybrid, successo che poi replica l’anno successivo conquistando anche il titolo piloti di categoria nel WEC.
Purtroppo, l’esperienza nella 500 miglia di Indianapolis non è stata altrettanto positiva. Fernando Alonso annovera 3 partecipazioni, tra cui due sole partenze. L’edizione 2017 fu quella in cui si avvicinò maggiormente ad ottenere il successo alla guida di una McLaren Honda gestita dal team Andretti Autosport. Partì quinto e si ritrovò in testa alla gara in ben due occasioni (tra cui, al 131° passaggio). Purtroppo il ritiro avvenuto a 21 giri dal termine pose fine a ogni sua speranza.
Lo spagnolo ha dimostrato il suo valore in ogni categoria in cui ha partecipato (vanta anche esperienze alla 24 Ore di Daytona, gara che vinse con la Cadillac nel 2019) e nel Rally Dakar.
Ed è ripensando a tutto il suo percorso e anche alla competitività che sta dimostrando attualmente in F1 a 44 anni, che il suo ex manager Flavio Briatore, in un’intervista concessa al programma ‘Bravo’ realizzato da ‘DAZN’, ha dichiarato: “Alonso è sempre riuscito a fare la differenza nella squadra per cui ha guidato. Avrebbe dovuto vincere sei o otto Campionati del Mondo”.
Un’affermazione potente. Vincere quei titoli gli avrebbe permesso di superare Hamilton e Schumacher. La decisione del passaggio in Ferrari nel 2010 e quella di unirsi alla McLaren nel 2015 gli hanno tarpato le ali. Ora però, a 44 anni, se la vettura realizzata da Adrian Newey si dovesse rivelare competitiva, si potrebbe ritrovare ad avere tra le mani una grande opportunità. Non solo quella di vincere il mondiale, ma di dimostrare al mondo di essere sempre stato il grande pilota che molti immaginavano che fosse.
