Foggia, tensione su un casolare, scontro via chat tra ex proprietario e occupanti abusivi.
FOGGIA – È scoppiata una dura disputa via messaggi tra Marco Scarpiello, ex proprietario di un vecchio casolare alla periferia di Foggia, e una famiglia che da tempo occupa l’immobile senza titolo. L’edificio sorge su un terreno che, secondo gli atti ufficiali, è stato regolarmente venduto al Comune di Foggia per la realizzazione di un parco giochi pubblico.
La vicenda affonda le radici nell’agosto 2024, quando Scarpiello aveva avviato la procedura di vendita del terreno all’amministrazione comunale. L’iter si è concluso nei mesi successivi: il Comune ha completato l’acquisizione e ha già corrisposto il pagamento per l’area. Tuttavia, l’ente non può ancora disporre pienamente del terreno né procedere alla demolizione del casolare, poiché l’immobile risulta occupato da una famiglia senza fissa dimora che vi abita abusivamente.
Secondo quanto riferito, negli ultimi mesi la situazione è degenerata, trasformandosi in una vera e propria “guerra messaggistica” tra l’ex proprietario e gli occupanti. Scarpiello sostiene di aver più volte sollecitato l’abbandono dell’edificio, senza ottenere risultati.
Alcuni messaggi attribuiti all’ex proprietario, circolati nelle chat, contengono toni molto duri e hanno suscitato forte preoccupazione. Le parole, considerate da molti come una grave minaccia, hanno scosso la comunità locale e riacceso il dibattito sulla gestione delle occupazioni abusive e sui tempi della burocrazia.
La vicenda è ora al centro dell’attenzione pubblica. Si attende un intervento delle autorità competenti per garantire la sicurezza, tutelare le persone coinvolte e permettere al Comune di procedere con un progetto che dovrebbe restituire l’area alla cittadinanza sotto forma di spazio pubblico per i più piccoli.
Intanto, a Foggia cresce la tensione, mentre residenti e istituzioni chiedono una soluzione rapida e nel rispetto della legge. Secondo quanto emerso dalle conversazioni, Scarpiello avrebbe utilizzato toni durissimi nei confronti degli occupanti. In uno dei messaggi, l’ex proprietario afferma:
«Ora basta. È una mia responsabilità perché il Comune mi ha già disposto il pagamento e sollecita la liberazione del casolare. Questo è l’ultimo avvertimento: se entro il 28 febbraio 2026 l’immobile non verrà liberato immediatamente, provvederò personalmente alla liberazione con la forza. Siete avvisati e tutta Foggia ne è a conoscenza».
Parole che hanno suscitato forte allarme tra i cittadini e che, secondo diversi osservatori, configurano una situazione di grave tensione sociale. La vicenda potrebbe ora finire all’attenzione delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria, chiamate a prevenire possibili conseguenze e a ristabilire la legalità, tutelando sia la sicurezza pubblica sia i diritti delle persone coinvolte.
